Pausa poetica 20/01

Melanconia     Elena Aganoor     Anna
Io ti sbircio come una scacchiera     Chandra Livia Candiani     Giulia
La ferita     Luis Alberto de la Cuenca     Leonardo
Cuore e Cielo     Giovanni Pascoli     Nicola
Un sorso di vita     Emily Dickinson     Sara

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Leonardo – “Gratitudine”

Gratitudine          Oliver Sacks          -2015

Chi: chi non ha molto tempo a disposizione o chiunque sia appassionato di letture veloci.

Come: con attaccamento alla vita.

Dove: nella propria intimità.

Quando: una bella giornata di sole primaverile non sarebbe male.

Perché: per avere una visione diversa dei momenti critici.

Non posso fingere di non aver paura. A dominare, però, è un sentimento di gratitudine. Ho amato e sono stato amato; ho ricevuto molto, e ho dato qualcosa in cambio; ho letto e viaggiato e pensato e scritto. Ho avuto il contatto con il mondo, di quel tipo particolare che ha luogo tra scrittori e lettori. Più di tutto, sono stato un essere senziente, un animale pensante, su questo pianeta bellissimo, il che ha rappresentato di per sé un immenso privilegio e una grandissima avventura.”

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Nicola – “Flatlandia”

Flatlandia. Racconto fantastico a più dimensioni        Edwin A. Abbott    -1882

Chi: chi desidera saperne di più sul significato delle dimensioni e sull’approccio nei confronti del ragionamento n-dimensionale oppure a chi manca questo classico della letteratura matematica e fantastica.

Come: senza dimenticare che è stato scritto nel 1882 e che comunque contiene spunti molto interessanti, non immediati.

Dove: in un posto privo di distrazioni e ben arredato, possibilmente.

Quando: non c’è fretta.

Perché: perché è un esercizio di elasticità mentale, specie per chi non è un addetto ai lavori, per niente faticoso.

“Voi, che avete la fortuna di avere tanto l’ombra che la luce, voi che avete due occhi dotati della conoscenza prospettica e allietati dal godimento dei vari colori, voi che potete “vederlo” per davvero, un angolo, […] nella beata regione delle tre dimensioni… come potrò mai render chiara a voi l’estrema difficoltà che incontriamo noi, in Flatlandia, per riconoscere le nostre rispettive configurazioni?”

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Anna – “L’uomo del labirinto”

L’uomo del labirinto  Donato Carrisi           – 2017

Chi: chi ha i nervi saldi e la pazienza necessaria per godersi un thriller (la tentazione di saltare delle pagine per arrivare al finale è sempre tanta, ma si rischia di perdere informazioni vitali).

Come: con il fiato sospeso.

Dove: in un posto tranquillo e in cui ci si sente sicuri.

Quando: non prima di andare a dormire se si è facilmente impressionabili.

Perché: per dare una scossa alla routine, perché ogni tanto fa bene staccarsi da letture impegnative e concedersi una scarica di emozioni forti; perché c’è qualcosa di morboso nel leggere di serial killer o pazzi psicopatici che non ci fa staccare dal libro.

“Con la morte si patteggia: dopo un po’, il ricordo prende il posto del dolore. Ma quando non sai che fine ha fatto una persona a cui vuoi bene, ti resta solo il dubbio. E non ti abbandona finché non ottieni qualche risposta.”

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Sara – “La valigia”

La valigia          Sergej Dovlatov          -1999

Chi: a chi è curioso di conoscere un po’ meglio il mondo russo, a chi ha voglia di leggere un libro autentico senza perdere il sorriso

Come: con leggerezza e sentimento

Dove: su una panchina, in inverno

Quando: sempre

Perché: perché è un libro che racconta di una vita, di tanti episodi, di ricordi e di emozioni. Ma racconta anche della storia di un paese, delle piccole realtà quotidiane e di un comune uomo in un’epoca difficile

 “Osservai la mia valigia vuota. sul fondo Marx. In cima Brodskij. E tra loro la mia unica, inestimabile, irripetibile esistenza.
La chiusi all’interno rimbalzarono sonore le palline di naftalina. il mucchio variopinto del suo contenuto giaceva sul tavolo della cucina. Era tutto ciò che avevo messo insieme in trentasei anni, durante tutta la mia vita in Russia. Pensai: ma davvero è tutto qui? E risposi: sì, è tutto qui” 

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Giulia – “Il bar sotto il mare”

Il bar sotto il mare          Stefano Benni          -1987

Chi:  chi è curioso, chi vuole sperimentare, chi vuole ridere, che ha la testa occupata da mille preoccupazioni

Come:  con la matita in mano e comodamente

Dove:  sul divano, sulla poltrona, in un luogo confortevole

Quando:  sia di giorno che di notte, l’ideale sarebbe una situazione diversa per ciascun racconto

Perché:  perché è un libro diverso, rapido, curioso e perché trovo sia di grande ispirazione per chi non sappia quale stile predilige leggere ma, soprattutto, per chi vorrebbe cominciare a scrivere.
E perché è straordinario anche per chi crede di non avere “la testa adatta” (e s’intende a livello di concentrazione) per trovare il tempo di leggere.

“La neve si sciolse e ogni cosa tornò normale, meno noi.”

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